Il fumatore si e' reso conto di essere classificato (a torto o ragione) in una categoria emarginata, di essere isolato come un portatore di malattie (quasi un "untore"), indicato a dito, bersagliato da improperi, letteralmente espulso da alcune manifestazioni della vita sociale.

Secondo i dati dell’Anmco (l’Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri) la maggior parte dei fumatori muore d’infarto, non di cancro. Forse morirebbero di cancro, ma non fanno in tempo ad arrivarci.Questo accade perchè il fumo contribuisce a ostruire le arterie, e a formare coaguli di sangue nei punti bloccati.
Smettendo, comincia a ridursi notevolmente il rischio già entro 6-9 mesi.

Le motivazioni che derivano da queste situazioni portano, per una grandissima parte di fumatori, alla decisione di "SMETTERE".

L'inizio di questo percorso e' identico per tutti:
faccio da solo e qualcuno, soprattutto se le motivazioni sono molto forti, riesce davvero.

E gli altri?
In alcuni casi assistiamo ad una vera e propria resa (non ci riuscirò mai …), altri cercano e si affidano a rimedi empirici, altri ancora a metodologie piu' o meno classiche:

Magneti, orecchino o graffetta;
Agopuntura;
Nota di diapson;
Psicoterapia di gruppo;
Ipnosi coercitiva;
Metodologie con ausilio di strumenti elettromedicali (psycotron - freesmoke) ausili farmacologici (cerotti, chewing-gum etc);
Laser;
Ipnosi.

solo perché per "l'amico di un amico" uno di questi è stato efficace.

In effetti, ciascuno di questi metodi ottiene una certa percentuale di successi, soprattutto nell'immediato, ma purtroppo anche una buona percentuale di ricadute, per le quali l'aspirante non fumatore si trova a fumare molto più di prima.

Il vizio del fumo ha, infatti, molte connotazioni e si "modella" sulla persona come un vestito su misura:

Piacere tattile (il tenere la sigaretta tra le dita);
Piacere visivo (un esperimento fatto con un gruppo di fumatori bendato ha dimostrato che dopo qualche tempo non erano più in grado di distinguere la sigaretta accesa da quella spenta);
Sensazione di eccitazione;
Piacere labiale (il tenere qualcosa tra le labbra ci riporta alla prima infanzia) sensazione di rilassatezza;
Sensazione di sicurezza (che nella maggior parte dei casi ne rappresenta la genesi) ed ancora, la dipendenza da nicotina.

Questo significa che il fumatore trae dal fumo quello che in psicologia e'definito "guadagno secondario", cioe' la compensazione ad una carenza emotiva interna (la mancanza di fumo fa diventare "nervosi"): non tutto quindi puo' andar bene per tutti.

Il Centro Italiano Antifumo si occupa da anni di questa problematica ed ha messo a punto specifiche tecniche antifumo che tengono conto delle "esigenze inconsce" di chi si rivolge a noi per la soluzione del problema del fumo.

Le nostre procedure si avvalgono di tecniche esclusive in due fasi distinte e contemporanee:
Attacco diretto al sintomo fumo
Ricerca ed eliminazione delle cause che lo tengono in vita.

Il 90% di successi in un ora e un'unica seduta e cosa non meno importante, evitando dannose ricadute)

CENTRO ITALIANO ANTIFUMO
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Perosa Canavese
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